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Convegni realizzati nel:
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> CONVEGNI 2006
Interconnessioni infrastrutturali,
materiali ed immateriali, in funzione di facilitazione dei
rapporti per l’integrazione dei mercati nel Mediterraneo
(Palermo, 10 e 11 febbraio 2006)
L’iniziativa della Regione Siciliana si situa nell’ambito della preparazione
della Conferenza Internazionale sul Partenariato Mediterraneo, il cui principale
obiettivo è la identificazione di strategie, reti, modalità di interconnessione
materiale e immateriale, azioni e progetti pilota di partenariato interregionale
e territoriale per sostenere lo sviluppo socio-economico del Mediterraneo, nella
prospettiva delle politiche europee di vicinato, di allargamento e di coesione.
La metodologia di individuazione dei progetti dovrà fare riferimento agli
aspetti istituzionali e funzionali della natura partenariale delle proposte di
intervento sulle strutture socio-economiche del territorio transfrontaliero
mediterraneo.
La preparazione delle azioni da intraprendere prenderà preliminarmente in
considera-zione i seguenti aspetti generali riferiti alla integrazione
socio-economica transfrontaliera:
- la dimensione territoriale transfrontaliera nella specifica condizione della
frontiera marittima mediterranea;
- l’identificazione di aree interregionali transfrontaliere, potenzialmente
privilegiate per la promozione e la prima sperimentazione di progetti
partenariali;
- le condizioni determinate dalle interconnessioni e dalle reti
transmediterranee infrastrutturali (trasporti, energia, informazioni,
conoscenze);
- le condizioni di finanziamento dei progetti pilota, strumenti, canali e
risorse (co-munitarie, BEI, Istituzioni internazionali, credito e altro).
Visita il sito web della Conferenza
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> CONVEGNI 2005
Conferenza Euro-Mediterranea sul
Microcredito
2005 Anno Internazionale del Microcredito
Roma, 5-6 dicembre 2005
A conclusione del 2005 Anno Internazionale del Microcredito
IPALMO, ente internazionalistico tra i più attivi in Italia
nel promuovere i temi della cooperazione allo sviluppo, ha
promosso a Roma la Conferenza Euro-Mediterranea sul
Microcredito che si terrà il prossimo 5 e 6 dicembre.
L’evento organizzato da IPALMO a nome del Comitato Nazionale
Italiano sul Microcredito, presieduto dal Ministro per la
Funzione Pubblica, on. Mario Baccini e con l’attivo supporto
del Ministero degli Affari Esteri sarà la più importante
iniziativa realizzata in Italia nel corso del 2005. La
Conferenza vedrà la partecipazione di autorità
internazionali e nazionali, provenienti soprattutto dai
paesi europei e dal Mediterraneo, di esperti ed operatori
del mondo accademico ed imprenditoriale, della finanza,
degli enti locali, della società civile organizzata e degli
organismi non governativi.
La giornata di apertura sarà
introdotta da interventi delle autorità nazionali ed
europee, tra cui si segnala la presenza del Presidente del
Comitato Nazionale on. Mario Baccini, del Presidente del
Parlamento Europeo Joseph Borrel, del Ministro delle Piccole
e Medie Imprese del Senegal Maimouna Sourang Ndir, del
Commissario Europeo on. Franco Frattini
e del Presidente
della Regione Lombardia on. Roberto Formigoni e della
Regione Lazio Piero Marrazzo. Nella sessione a seguire,
coordinata dal Presidente dell’IPALMO on. Gianni De Michelis
saranno introdotti da esperti nazionali e internazionali
alcuni temi chiave legati alla microfinanza che fungeranno
da spunto per l’approfondimento che seguirà nel pomeriggio
con i workshops. La Conferenza sarà, infatti, articolata in
6 workshop tematici che affronteranno in parallelo i
principali aspetti del microcredito: inclusione finanziaria
e microcredito, le donne come principali attori della
microfinanza, le connessioni tra microcredito e sviluppo
locale urbano ed agricolo, il microcredito come uno
strumento per le giovani generazioni, la microfinanza per la
cooperazione. La seconda giornata affronterà invece con
maggiore attenzione l’aspetto dei legami tra microcredito e
territorio, riportando a tale proposito nel dibattito, anche
attraverso la proiezione di filmati, le esperienze e le best
practices intraprese sia dalla cooperazione italiana, che
dagli enti locali, dalle ong e da istituti finanziari
privati. Sulla base del dibattito emerso nelle sessioni e
nel lavoro dei workshop si tracceranno le linee per la
stesura della Dichiarazione finale della Conferenza che
vuole delineare gli obiettivi e le priorità per l’intervento
sul microcredito che il nostro Paese potrà portare avanti
nei prossimi anni. I lavori saranno conclusi dal Ministro
degli Esteri, on.le Gianfranco Fini.
Scarica il programma
Nuovi meccanismi di finanziamento per lo sviluppo
dell'Africa
Torino, 7 dicembre 2005
Una delle sfide principali per i paesi in sviluppo
è quella
di raggiungere un corretto equilibrio tra i potenziali
contributi provenienti dai diversi flussi finanziari, al
fine di garantire un finanziamento sostenibile del loro
processo di sviluppo, come anche una capacità per i governi
di intraprendere iniziative di interesse pubblico orientate
allo sviluppo.
Lo scopo della Conferenza è stato quello di creare l'opportunità per una
discussione fra esperti e decisori pubblici su come questa
sfida possa essere affrontata e come rafforzare il
finanziamento per lo gli sviluppo, con un focus specifico
sull’Africa. Infatti, mentre la maggior parte dei paesi
emergenti ha sperimentato nell’ultima decade una crescita
economica e sostenuta, l’Africa è rimasta sostanzialmente
indietro, in quanto è stato l'unico continente dove il PIL
pro capite è diminuito e dove quasi la metà della
popolazione vive con meno di 1 dollaro al giorno.
La Conferenza ha affrontato quattro diverse aree rilevanti per
l’analisi dei finanziamenti per lo sviluppo, inerenti il
bisogno di sostenere l’Africa con un afflusso di risorse
finanziarie su più grande scala rispetto al passato. Le
quattro aree sono: microfinanza, remissione del debito,
globalizzazione e cooperazione allo sviluppo. Sebbene tutti
questi strumenti siano importanti come possibili fonti
finanziarie per lo sviluppo socio-economico di questi paesi,
nessuno di loro può rappresenta in se stesso la soluzione
unica per superare i gravi problemi africani, siano essi
causati da conflitti, indebitamento, debolezza del governo o
povertà. Né ci si può aspettare che le risorse necessarie
provengano solamente dall’Africa stessa. Ciò che è
interessante, al contrario, e in qualche modo innovativo, è
tentare di guardare alle diverse fonti finanziarie come
opzioni non alternative ma complementari.
Gli obiettivi di sviluppo differiscono da paese a paese e,
all'interno di ciascuno, da settore a settore. Pertanto,
anche se le risorse finanziarie venissero da fonti diverse,
tutte dovrebbero essere inserite in una prospettiva olistica
del processo di sviluppo, mentre al contempo ognuna di esse
dovrebbe indirizzarsi ad un gruppo specifico di problemi. In
questo senso, la riduzione del debito, specialmente dopo il
mutamento nei criteri di condizionalità a favore di una
prospettiva di riduzione della povertà, è un potente
strumento per allentare i vincoli di bilancio pubblico e
raccogliere risorse necessarie per l’investimento in
istruzione o altre politiche di riduzione della povertà. Lo
sviluppo della microfinanza è un meccanismo utile ad aiutare
le attività informali a crescere in unità produttive più
efficienti, con effetti positivi in termini della creazione
di lavoro e partecipazione da basso. L’instaurazione di un
clima più favorevole per lo sviluppo delle attività private
può aumentare la capacità di un paese di attrarre
investimenti diretti dall’estero, superando così l’ostacolo
del finanziamento. Infine, una politica di cooperazione allo
sviluppo coordinata sia a livello internazionale che
nazionale, può dar luogo a vantaggi in termini di selezione
dei progetti più efficaci, finanziamento delle
infrastrutture, monitoraggio del conseguimento degli
obiettivi di sviluppo.
La Conferenza ha affrontato i quattro temi in maniera
integrata, al fine di esaminare le forze e le debolezze di
ognuno di essi, i legami che esistono tra diversi
meccanismi, i vantaggi che derivano dall’intraprendere le
attività di finanziamento in maniera coordinata, nonché le
sfide insite nell’ideare un sistema integrato di finanza per
sviluppo.
Scarica il programma della
conferenza
Scarica il
documento di base

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> CONVEGNI 2004
"Un’ipotesi di stabilizzazione per i
Balcani Occidentali nella prospettiva dell’ingresso in
Europa?"
(Roma)
In collaborazione con la rivista Limes IPALMO ha promosso,
con il patrocinio del MAE, un Seminario sulla
stabilizzazione nei Balcani occidentali e le prospettive di
un loro ingresso nell’UE. Il meeting ha avuto un carattere
ristretto ed è stato coordinato dal Presidente dell’IPALMO,
on.le Gianni De Michelis e da Lucio Caracciolo, direttore
della rivista Limes. Ai lavori hanno partecipato i cinque
ambasciatori italiani in Albania, Croazia, Serbia e
Montenegro, FYROM, Bosnia-Erzegovina, i loro omologhi in
Roma, il Capo dell’Ufficio della sezione distaccata a
Pristina, il Rappresentante personale di Solana per il
Kossovo. Tra i temi in discussione: il “modello” italiano,
partnership privilegiata di riferimento in vista
dell’integrazione europea e euroatlantica; l’agenda europea
dei cinque paesi dei Balcani e le prospettive per la loro
integrazione; il ruolo dell’Italia in ambito UE e NATO, per
mezzo delle organizzazioni regionali (INCE-IAI) e nelle
operazioni di peace-keeping (Kossovo, Macedonia, Bosnia e
Albania); le minoranze e i diritti umani. La sessione
pomeridiana ha affrontato più specificamente le relazioni
tra il “Sistema Italia” e i Balcani, gli investimenti e le
opportunità economico-commerciali, le iniziative culturali.
In conclusione è intervenuto l’Ambasciatore Umberto Vattani,
Segretario Generale del MAE).
"Italian Initiative on the Greater Middle East"
(Roma, maggio 2004)
Nel quadro delle iniziative e delle proposte volte ad
identificare una strategia globale per la stabilizzazione
dell’intera regione medio-orientale, IPALMO (d’intesa con
Limes e Landau Network-Centro Volta) ha promosso il 31
maggio 2004 un primo incontro a porte chiuse a Roma tra
alcuni istituti di studi internazionali, rappresentativi dei
principali paesi del Greater Middle East, al fine di
esaminare e discutere le possibili modalità di
implementazione di tale strategia.
Le conflittualità esistenti nell’area non potranno essere
affrontate e risolte, se non in un quadro geopolitico e
geoeconomico più ampio. Per questa ragione gli Stati Uniti
parlano di Greater Middle East, corrispondente alla nostra
definizione di “Mediterraneo allargato”. La stabilizzazione
può essere perseguita solo accettando il rischio del
cambiamento dello status quo che significa: risoluzione dei
punti di crisi e determinazione di condizioni di sicurezza;
perseguimento di incisivi cambiamenti istituzionali,
politici, economici e sociali (in sintesi evoluzione
democratica e sviluppo economico e sociale). Qualsiasi
proposta va, però, formulata con il coinvolgimento dei paesi
arabi ed islamici della regione, tenendo conto che, anche al
loro interno, comincia a farsi strada l’idea
dell’inevitabilità di un’evoluzione verso la democrazia.
L’obiettivo è far convergere posizioni occidentali con
quelle arabe ed islamiche, attraverso un pieno
coinvolgimento dei paesi della regione negli sforzi
multilaterali a favore di un pacifico ed efficace
cambiamento, sia pure graduale, dello status quo. La
possibilità di successo in tale direzione va ovviamente
esplorata e costruita. A tal fine può essere utile il
contributo di soggetti non ufficiali, ma in grado di
conoscere ed esprimere gli umori ed i punti di vista
ufficiali.
Il presidente dell’IPALMO, on.le Gianni De Michelis ha
sottolineato l’urgenza di portare avanti una proposta per la
stabilizzazione dell’area mediorientale e per affrontare il
processo di transizione in Iraq. Tra i problemi più
immediati: le modalità del coinvolgimento dei paesi arabi ed
islamici, ivi compresi Siria e Iran, nella stabilizzazione
irachena, una volta avviato l’intervento delle Nazioni
Unite; la questione della sicurezza e della proliferazione
degli armamenti; il sostegno, soprattutto da parte europea,
al processo di riforme in atto in molti paesi dell’area; la
soluzione della questione palestinese, nodo prioritario da
affrontare, individuando l’esistenza di possibili elementi
di compromesso. Da parte dei rappresentanti dei paesi arabi
si è tenuto ad evidenziare il numero di iniziative avviate
sulla strada delle riforme con il consenso e la volontà
degli stati arabi. Lo status quo va cambiato, non perché la
regione medio-orientale sia strategica per il mondo
occidentale, ma perché tale cambiamento rappresenta un
processo positivo per tutto il mondo arabo. E’ altresì
importante sottolineare che tale processo non può ignorare
la questione palestinese, la cui soluzione potrebbe aiutare
lo sviluppo della strada delle riforme.
Nelle sue conclusioni l’on.le De Michelis ha suggerito le
tre seguenti possibilità operative:
-
esaminare la possibilità di chiedere agli Stati Uniti un
loro intervento sul governo israeliano, al fine di
salvaguardare il possibile impatto positivo del “Piano
Sharon”, di ritiro da Gaza, quale modo di apertura di
un’alternativa alla Road Map. L’intento è di compiere un
gesto che indichi chiaramente, anche al mondo arabo, che
l’impegno statunitense per una soluzione equa del
conflitto israelo-palestinese non è venuto meno e non si
è modificato. Tale gesto avrebbe anche la funzione di
riequilibrare le percezioni della Regione nei confronti
dell’iniziativa del Greater Middle East;
-
esaminare la possibilità che l’Italia, attivamente
impegnata nella definizione e messa a punto all’interno
del G8 della medesima iniziativa del Greater Middle East,
suggerisca in tale sede la costituzione di un gruppo
ristretto, ma permanente, di consultazione tra partners
interni ed esterni, allo scopo di costituire un foro di
discussione sulle priorità dell’area dal punto di vista
della sicurezza, i punti di crisi e le modalità per
farvi fronte. A più lunga scadenza, ove il lavoro sia
svolto in modo da consentire tale sviluppo, tale gruppo
potrebbe affrontare la questione dell’istituzione di un
Foro multilaterale a carattere regionale, che assuma la
trattazione delle questioni di sicurezza e delle
relative forme di cooperazione (sul proposto modello
concettuale della Conferenza Sicurezza Mediterranea);
-
esaminare, in una fase ulteriore, la possibilità di
stabilire un’interrelazione positiva tra stabilizzazione
in Irak e stabilizzazione in Palestina, nel senso di
mettere in piedi due agende parallele che si possano
rinforzare reciprocamente.
Nel corso del seminario sono stati distribuiti due documenti
IPALMO su: “Iniziativa italiana (IPALMO-Limes-Centro Volta)
sul Greater Middle East” e “L’Iraq dopo il 30 giugno”.
"Il
problema del debito dei paesi poveri: quali politiche per
il dopo cancellazione?"
(Roma)
In concomitanza con la presentazione del
volume Il problema del debito dei
Paesi poveri: quali politiche per il dopo cancellazione?,
realizzato da IPALMO con il contributo della DGCS del MAE,
si è svolto un Convegno in collaborazione con la ONG PROSUD
(Progetto Sud) sul tema dell’indebitamento dei Pvs.
L’incontro è stato occasione per stimolare il dibattito, a
distanza di cinque anni dall’avvio della cosiddetta Enhanced
HIPC Iniziative, su uno dei più importanti temi della
politica e dell’economia internazionale.
La pubblicazione sul debito rappresenta la conclusione di
una più ampia attività
di ricerca svolta nel corso del 2000 e del 2001,
realizzata con la direzione scientifica del Prof. Umberto
Triulzi ed il coordinamento del Dr. Pierluigi Montalbano.
L’analisi è stata strutturata in tre distinti gruppi di
lavoro: 1) impatto socio-economico della cancellazione del
debito, coordinato dal Prof. Roberto Pasca di Magliano
dell’Università “La Sapienza” di Roma; 2) prospettive di
riforma del sistema istituzionale, coordinato dal Prof.
Stefano Zamagni dell’Università di Bologna; 3) ruolo delle
ONG, coordinato dal Dr. Riccardo Moro, Responsabile della
campagna CEI di cancellazione del debito estero.
Al Convegno hanno partecipato: Giuseppe Deodato, direttore
generale della DGCS, Gianni De Michelis, presidente IPALMO e
Luigi Angeletti, segretario generale della UIL. Sono
intervenuti sul tema: Claudio Spinedi, coordinatore per gli
organismi multilaterali finanziari e per le tematiche
inerenti la cancellazione del debito dei paesi più poveri,
rappresentante italiano al Club di Parigi, DGCE/MAE; Umberto
Triulzi, direttore scientifico IPALMO, Università “La
Sapienza” di Roma; Roberto Pasca di Magliano, direttore
generale DGCII, Ministero delle Attività produttive (MAP),
Università “La Sapienza” di Roma; Sergio Marelli, presidente
Associazione delle ONG italiane. Rino Serri, già
sottosegretario di stato agli Affari esteri ha presieduto i
lavori. La conclusione ella sessione è stata svolta dal
presidente dell’IPALMO, Gianni De Michelis.
"La cultura e le reti di comunicazione: creare la
comprensione mediterranea"
Nell’ambito del Secondo Laboratorio Euro-Mediterraneo
organizzato dalla Camera di Commercio di Milano, in stretto
raccordo con il MAE e con il MAP, IPALMO ha coordinato la
tavola rotonda La cultura e le reti di comunicazione: creare
la comprensione mediterranea,svoltasi a Milano il 5 luglio
2004, realizzata con la collaborazione di RaiMed e AnsaMed.
Il workshop ha affrontato le tematiche relative al ruolo
dell’informazione nel processo di integrazione
euro-mediterranea, analizzandone le effettive ricadute in
termini economici, politici e culturali e presentando i
progetti avviati da parte italiana (Rai e Ansa). Oltre a una
descrizione dello stato attuale della comunicazione
euro-mediterranea, sono state evidenziate le collaborazioni
avviate tra operatori italiani e operatori della sponda sud
del Mediterraneo, ribadendo l’esigenza di instaurare e
consolidare una più articolata rete di connessione per le
telecomunicazioni.
Tra gli obiettivi principali dell’iniziativa: il
rafforzamento del network euro-mediterraneo
dell’informazione sia dal punto di vista dei media che
strutturale, il consolidamento delle reti di comunicazione
fra giornalisti, la promozione del dialogo e della
comprensione reciproca. Nel dibattito introdotto da Kalida
Toumi Messaoudi, ministro della cultura algerino e
coordinato da Alessandra Paradisi, segretario generale del
COPEAM, sono intervenuti tra gli altri: Hassan Hamed,
presidente televisione pubblica egiziana; Habib Chawki
Hamraoui, direttore televisione algerina; Mustapha Benali,
direttore generale Deuxième chaine marocaine; Khalil
El-Khoury, direttore generale NNA del Libano; Amin Bessiouni,
presidente consiglio di amministrazione Nilsat; Mario Rosso,
amministratore delegato Ansa; Roberto Morrione, direttore
generale RaiNews 24- RaiMed, Carlo Nardello, direttore
palinsesto Tv e marketing Rai; Pierluigi Magnaschi,
direttore responsabile Ansa. Giampaolo Bonani, direttore
generale IPALMO, ha presentato la relazione di riferimento.
Incontro con S.E. Pervez Musharraf
In occasione della visita in Italia del Presidente della
Repubblica Islamica del Pakistan Pervez Musharraf, IPALMO ha
organizzato in collaborazione con l’Associazione di Amicizia
e Cooperazione Italia-Pakistan un incontro presso la Camera
dei Deputati. Obiettivo dell’iniziativa è stato il rilancio
delle relazioni bilaterali Italia-Pakistan, soprattutto
nell’ambito economico e culturale, in considerazione anche
dell’importante ruolo politico che un paese come il Pakistan
può svolgere nella regione mediorientale nella lotta contro
il terrorismo internazionale. Un paese che, come ribadito
negli interventi introduttivi di Gian Guido Folloni,
vicepresidente dell’Istituto italiano per l’Asia (IsIA) e di
Enzo Tarantino, presidente dell’Associazione di Amicizia e
Cooperazione Italia-Pakistan, registra stabilità politica e
crescita della democrazia, oltre ché porsi come modello di
sviluppo economico estremamente interessante.
Questi temi sono stati, inoltre, al centro del discorso del
Presidente Musharraf che ha sottolineato la difficoltà di
soddisfare una stabilizzazione politica e democratica e una
crescita economica nel turbolento contesto mediorientale. Va
anche considerato il contesto religioso del paese, dove
vanno combattute tendenze estremistiche e terroristiche.
Questo aspetto è, d’altro canto, estremamente importante per
garantire stabilità ed incrementare gli investimenti diretti
esteri in Pakistan. I risultati ottenuti dal paese sono
stati riconosciuti a livello internazionale, come dimostrato
anche dagli accordi con l’UE.
Incontro di approfondimento su “Prospettive di stabilità
e pacificazione della regione mediorientale”
(Roma, novembre 2004)
Alla vigilia di importanti eventi internazionali riguardanti
l’assetto nell’area mediorientale, IPALMO ha considerato
utile promuovere, in data 15 novembre 2004, sul tema delle
prospettive di stabilità e pacificazione della regione, un
incontro di approfondimento, invitando a partecipare
esponenti del mondo diplomatico, politico, economico e
dell’informazione particolarmente attenti a quanto accade
oggi nell’area del Mediterraneo in generale e del
Medioriente in particolare.
Obiettivo dell’incontro, come ha sottolineato Gianni De
Michelis, Presidente IPALMO, é dare un contributo
all’individuazione delle scelte che il nostro paese dovrà
compiere rispetto all’area mediorientale, alla luce delle
modifiche sopraggiunte nell’ultimo periodo. Una serie di
incontri internazionali si svolgeranno a brevissimo termine
offrendo una finestra di opportunità affinché l’Italia porti
avanti una propria linea: la conferenza di Sharm-el-Scheik
con all’ordine del giorno la situazione irachena; la
riunione del gruppo dei 5+5 (Portogallo, Grecia, Italia,
Spagna, Francia e paesi del Maghreb); il vertice
ministeriale euro-mediterraneo di Amsterdam; la conferenza
di Rabat tra i paesi del G8 e i paesi arabi che si svolgerà
alla fine di novembre.
Si tratta di tre assisi internazionali in cui il nostro
paese potrebbe svolgere un ruolo non banale rilanciando tre
punti chiave per la stabilizzazione dell’area:
-
la necessità di coinvolgere nella processo di
stabilizzazione irachena i paesi arabi della regione;
-
la ripresa della “Road Map”, alla luce anche degli
ultimi eventi, e la definizione dei suoi sbocchi finali;
-
il rilancio della proposta italiana di costituzione di
una CSCM.
L’obiettivo è riaprire un dibattito a livello più ampio di
opinione pubblica, per attirare l’attenzione sulla
situazione in corso in Medioriente, discutere e ragionare
sulle scelte dei diversi governi.
L’incontro ha registrato una positiva presenza e numerosi
interventi da parte degli interlocutori mediorientali,
nonché di rappresentanti dell’Ambasciata americana e del
MAE. La presenza di esponenti israeliani e palestinesi è un
segnale della volontà comune di cogliere questo spiraglio di
opportunità nella linea del dialogo.
Nelle sue conclusioni, Gianni De Michelis, ha sottolineato
come l’alternativa che si presenta nel breve periodo è tra
radicalismo islamico da una parte, e la possibile
affermazione del modello multilaterale dall’altra, verso cui
anche l’Amministrazione americana sembra convergere. Anche
nel mondo arabo sta prendendo sempre più piede un approccio
realistico nei confronti degli Stati Uniti, come hanno
dimostrato recenti dichiarazioni comuni dei vari capi di
stato arabi, che vedono nel risultato delle elezioni
americane un’opportunità da cogliere. In relazione alle
prossime elezioni in Iraq e in Palestina (9 e 30 gennaio
2005) si registra un’intesa generale, anche da parte di
Siria e Iran, in merito all’opportunità politica che ne può
derivare.
IPALMO intende presentare all’attenzione del governo
italiano, nella persona del prossimo Ministro degli Esteri e
ai Presidenti di Camera e Senato, un promemoria sulla
situazione mediorientale, auspicando che a partire da esso
si svolga un utile dibattito parlamentare.
"L’acqua come bene pubblico
globale"
(Torino, novembre 2004)
In previsione delle Giornate della Cooperazione Italiana
allo sviluppo, IPALMO ha organizzato con Hydroaid a Torino
il 19 novembre la conferenza su
“L’acqua come bene pubblico
globale”.
L’acqua è un bene indispensabile, un diritto di base da
assicurare a tutti, al pari di istruzione, sanità,
sicurezza. All’evento hanno preso parte esperti italiani e
stranieri , rappresentanti delle Nazioni Unite e delle
agenzie specializzate e dell’UE, esponenti delle ONG e della
società civile. Nel dibattito è stato evidenziato come
l’acqua costituisca un aspetto centrale dello sviluppo
sostenibile e della lotta alla povertà, una risorsa non
disponibile in modo sufficiente per buona parte della
popolazione mondiale. Nello scenario internazionale l’acqua
può diventare un fattore di conflitti futuri, come già
dimostra la tensione nell’area mediorientale per la gestione
delle scarse risorse idriche. L’acqua è la meno “flessibile”
delle risorse naturali, soprattutto l’acqua potabile. E
proprio perché non può più essere considerata come un bene
“acquisito”, che si impone sempre più con urgenza una
riflessione sull’utilizzo e la gestione di questa risorsa.
La conferenza ha potuto beneficiare di un recente studio
realizzato dall'Ipalmo, dal titolo
“La strategia
internazionale per le acque: i princìpi, gli attori e il
ruolo dell’Italia”.
New!
Scarica la presentazione di
Umberto Triulzi
The Challenger of European Neighbourhood Policy
(Roma, novembre 2004)
IPALMO, in collaborazione con IAI (Istituto Affari
Internazionali) e PISM (Polish Institute of International
Affairs) ha curato l’organizzazione scientifica del
seminario “The Challenger of European Neighbourhood Policy”
promosso dal MAE, dal Ministero degli Esteri Polacco e dalla
rappresentanza in Italia della Commissione Europea, in data
26-27 novembre 2004. In particolare IPALMO ha coordinato la
partecipazione al seminario dei rappresentanti dei paesi
mediterranei (Algeria, Marocco, Tunisia, Egitto, Libano,
Giordania, Israele e territori palestinesi), mentre IAI ha
coordinato la presenza dei partecipanti dell’Europa
orientale.
Il seminario ha preso in esame lo sviluppo, le potenzialità
ed i problemi della politica europea di vicinato, istituita
nel 2003 con lo scopo di dare maggiore coerenza ed efficacia
alle relazioni dell’UE con i suoi vicini orientali e
meridionali, nella prospettiva di un più generale
rafforzamento del ruolo internazionale dell’Unione. Il tema
dei nuovi confini dell’UE non va inteso in senso geografico,
ma sulla base della condivisione di valori comuni. Anche se
la politica di vicinato privilegia le relazioni bilaterali,
è stata sottolineata negli interventi la rilevanza
dell’approccio regionale.
Il seminario si è articolato in una sessione plenaria e in
tre working group sui seguenti temi: “Cultural, geopolitical
and security aspects of ENP”; “Integrating and connecting
the EU with its neighbours. Priorities of co-operation in
economic development, trade and infrastructure”; “A
comparison of goals and means of the ENP. The European
Neighbourhood and Partnership Instrument (ENPI)”.
Nel corso dei working group IPALMO ha curato la
presentazione di due documenti sulla politica di
integrazione regionale e sugli aspetti economici della
politica di vicinato.
Il nuovo sistema bicamerale uzbeko
Alla vigilia delle elezioni parlamentari del 26 dicembre in
Uzbekistan, l'Ipalmo, in collaborazione con Is.I.A (Istituto
Italiano per l’Asia) e l’Ambasciata della Repubblica dell’Uzbekistan
in Italia, ha promosso un incontro dibattito sul tema: “Il
nuovo sistema bicamerale uzbeko alla sua prima prova
elettorale per garantire democrazia e stabilità al Paese”.
L’Asia centrale rappresenta, come ha sottolineato Antonio
Loche, Segretario Generale di IPALMO e Is.I.A., una realtà
politica molto importante per il nostro paese soprattutto in
un’ottica che vede il Mediterraneo e i paesi ad esso
limitrofi sempre più rivestire un’importanza strategica per
l’Europa e per l’Italia in particolare. E’ per questo che il
prossimo appuntamento elettorale in Uzbekistan merita
un’ampia riflessione istituzionale, un riconoscimento degli
sforzi fatti dal paese sulla via della propria
democratizzazione e modernizzazione istituzionale. Questi
argomenti sono, in particolare, al centro dell’attività di
IPALMO, che vede svolgere un ruolo prioritario dalle
tematiche legate alla governance, all’institution building,
ai rapporti tra istituzioni e società civile.
Nella sua approfondita relazione Timur A. Rakhimov, Primo
Segretario dell’Ambasciata della Repubblica dell’Uzbekistan
in Italia, ha precisato le modalità di svolgimento delle
elezioni di dicembre. Per la prima volta sarà formato un
Parlamento bicamerale: la Camera Legislativa (Camera
inferiore), i cui rappresentanti saranno eletti dai
cittadini e il Senato (Camera superiore), composta da 6
rappresentanti per ogni regione e da 16 membri nominati dal
Presidente tra i cittadini più autorevoli. Entrambe le
Camere svolgeranno una funzione di controllo reciproco a
garanzia della stabilità democratica e del pluralismo della
società. Alle elezioni parteciperanno diversi partiti che,
conseguentemente, vedranno aumentare il loro ruolo nella
società. Il diritto di presentazione dei candidati
appartiene ai partiti politici o ai gruppi d’iniziativa.
Infine la Camera Legislativa lavorerà su base continua,
professionalmente. Da sottolineare che è stata fissata la
quota del 30% per le donne nella presentazione delle
candidature da parte dei partiti politici. Secondo la
Costituzione al processo elettorale non hanno diritto di
partecipare le organizzazioni politiche a carattere
terroristico. A garanzia della trasparenza e dell’andamento
democratico delle elezioni e ai fini di una maggiore
partecipazione della società civile nella costruzione dello
Stato, è stata ampliata l’attività politico-propagandistica
e l’informazione ad essa relativa. Più di 900 rappresentanti
di mass media assisteranno, di conseguenza, alle elezioni
di dicembre. Lo Stato si sta impegnando per ottenere un’alta
partecipazione elettorale e ha attirato su questo aspetto
l’attenzione degli osservatori stranieri. Numerosi sono
stati gli incontri, le conferenze stampa, i seminari di
lavoro congiunti tra istituzioni uzbeke e straniere, tesi ad
informare sull’andamento complessivo della campagna
elettorale nel rispetto dei principi standard
internazionali.
In rappresentanza del MAE è intervenuto Guido Lenzi (DGAP,
uff. VI), già ambasciatore permanente presso l’OSCE. Dopo la
fine del bipolarismo e il conseguente moltiplicarsi delle
autodeterminazioni nazionali, la comunità internazionale ha
un forte interesse a riaggregare i rapporti internazionali,
riaggregare i paesi europei fra loro anche come modello
democratico, sostenere i processi di stabilizzazione
democratica. Questo implica sia un sostegno dal basso verso
la ricostruzione della società civile, sia un contributo
dall’alto come comunità internazionale. Entrambe i processi
confluiscono, poi, verso un obiettivo comune: la
democratizzazione dello Stato.
Nell’ampio dibattito a seguire sono intervenuti esponenti
del mondo politico, economico ed accademico italiano,
manifestando un forte interesse per il processo di
democratizzazione in corso in Urbekistan e auspicando la
creazione di un’Associazione di amicizia italo-uzbeka con
finalità economiche, culturali ed umanitarie. Grande
interesse è stato manifestato nei confronti delle
prospettive riguardanti il rischio paese dell’Uzbekistan,
gli scambi commerciali tra i due paesi, gli investimenti
diretti, le potenzialità del turismo. A tale proposito è
stato ricordata la costituzione di un gruppo di lavoro
intergovernativo sugli investimenti e l’impegno a rivedere
il livello di affidabilità politica del paese. Un prossimo
incontro, previsto per febbraio 2005, oltre ad una
valutazione del risultato elettorale, avrà come oggetto la
proposta di istituzione dell’Associazione italo-uzbeka.

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> CONVEGNI 2003

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> CONVEGNI 2002
Progetto
MEDA-Democracy: "Stampa e diritti umani: un network euromediterraneo
per operatori dell'informazione
(Tunisi, ottobre 2002)
Nell'aprile
del 2001 l'IPALMO ha realizzato, con la collaborazione dell'Istituto
Universitario Orientale, il primo corso di formazione su "Stampa
e diritti umani: un network euromediterraneo per operatori
dell'informazione", nell'ambito del Programma Meda-Democracy
della Commissione Europea, indirizzato a un gruppo selezionato
di 25 giornalisti dei Paesi delle due sponde del Mediterraneo.
La Conferenza di apertura ed il primo Corso di formazione
sul tema "Informazione e tutela delle minoranze etniche,
religiose e culturali nel Mediterraneo" si sono svolti
a Napoli e Roma. Il tema dei diritti umani e del rispetto
delle minoranze, il dialogo fra diverse culture, specialmente
in questa fase di conflitto, provocato dal terrorismo che
ha creato pericolose lacerazioni fra Islam e mondo occidentale,
è centrale per una crescita democratica e civile delle
due rive del Mediterraneo. Una stampa indipendente rappresenta,
infatti, il pilastro della democrazia e promuovere la comunicazione
fra giornalisti dei paesi arabi ed europei può contribuire
a mantenere aperte vie di comunicazione e di dialogo fra i
paesi dell'Unione europea e i 12 paesi arabi che partecipano
al "processo di Barcellona" .
Dopo
la positiva esperienza di Napoli, il secondo stage si terrà
nella primavera del 2002 a Tunisi in collaborazione con il
Centre africain de perfectionnement des journalistes ed affronterà
il tema "Società civile e media". Il tema
della stampa e della sua funzione per la crescita civile delle
società del Mediterraneo sarà oggetto di ulteriori
approfondimenti e di un progetto in via di elaborazione, che
riguarderà il Marocco.
Parliamentarian's
Day
(Roma, giugno 2002)
Nel
2001, a cinque anni dal Summit mondiale sull' alimentazione
"Cibo per Tutti", la FAO ha in programma di organizzare
un nuovo vertice per verificare i progressi compiuti nell'attuazione
del Piano d'Azione, approvato a Roma nel 1996. Tale vertice
ha stabilito per i governi l'obiettivo di dimezzare, entro
il 2015, il numero di persone colpite dalla denutrizione.
In vista di tale scadenza, è in corso un accordo di
trust fund tra l'IPALMO e la FAO/Ministero degli Affari Esteri
e tra l'IPALMO e il Parlamento italiano (Camera e Senato)
per l'organizzazione del Segretariato in appoggio al vertice,
fra cui la realizzazione di una Giornata interparlamentare,
nonché la pubblicazione di un numero speciale di "Politica
Internazionale".
Convegno
Mexico (in collaborazione con CeSpi e Iceps)
(Messico, aprile 2002)
In
previsione del summit fra i paesi dell' Unione Europea e dell'America
Latina, previsto nel maggio prossimo a Madrid, e dell'Assemblea
annuale del Banco interamericano de desarrollo (BID), che
si terrà a Milano nell'aprile 2003, l'IPALMO ha proposto
al Ministero degli Esteri, alla Commissione europea, al BID,
alla Regione Lombardia, Camera di Commercio di Milano e altre
istituzioni un percorso coordinato di iniziative, conferenze
e seminari che leghi i due eventi e consenta di mantenere
alta l'attenzione in Italia sui rapporti con l'America latina.
A questo riguardo l'IPALMO parteciperà insieme all'IILA
(Istituto italo-latinoamericano) e al Cespi all'organizzazione
del Secondo Forum italo-latinoamericano sulle Piccole e medie
imprese, promosso dal Ministero degli Affari Esteri, che si
svolgerà a Guadalajara, in Messico, nell'aprile 2002
e che costituisce il seguito di un'analoga iniziativa svoltasi
a Verona nel 2000, di cui la rivista "Politica Internazionale"
ha pubblicato i principali studi e relazioni.

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> CONVEGNI 2001
Presentazione
a Bruxelles Ricerca Annali del Mediterraneo
6 giugno 2001
Bruxelles
La
costituzione dell'Area di libero scambio euromediterranea
entro il 2010 ed il programma Meda 2 rappresentano oggi una
sfida ed un impegno per l'intero sistema europeo delle piccole
e medie imprese per la realizzazione di partenariati durevoli
e la definizione di metodologie d'intervento appropriate all'interno
di una politica di cooperazione decentrata. In tale ambito,
l'IPALMO, insieme alla CNA (Confederazione nazionale dell'artigianato
e della Piccola e Media Impresa) e alla Confartigianato e
d'intesa con l'UEAPME (Unione europea dell'artigianato e delle
piccole e medie imprese) ha organizzato il 6 Giugno 2001 a
Bruxelles un incontro-dibattito dal titolo "2010 Area
Euro-Mediterranea di libero scambio: opportunità e
sfide per il sistema delle piccole e medie imprese e l'artigianato
delle due sponde", Sala 3G3 Parlamento europeo, per aprire
una prima riflessione con i diversi attori interessati e presentando
con l'occasione i risultati della ricerca Annali del Mediterraneo,
uno studio sui sistemi di protezione sociale in 5 paesi dell'area
del Mediterraneo, realizzato con il finanziamento della Commissione
europea. ell'ambito del Convegno
Osservatorio
Balcani
Dicembre 2001
Palazzo Giureconsulti, Milano
L'Ipalmo
segue ormai da tempo le vicende dell'area balcanica e fa opera
continua di monitoraggio delle principali iniziative che a
livello nazionale ed internazionale ineriscono la regione.
L'impegno, iniziato con la realizzazione di un ampio documento
di ricerca presentato il 15 Dicembre 1999 nel corso di un
Convegno organizzato per conto della Regione Lombardia, della
Camera di Commercio di Milano e di Assolombarda, ha prodotto
uno sforzo continuo di aggiornamento e di attenzione che ha
consentito all'Istituto di proporsi come valido interlocutore
per tutti quei soggetti interessati ad approfondire le tematiche
che ineriscono l'area considerata. Ciò ha fatto sì
che la Regione Lombardia e la Promos abbiano chiesto all'Ipalmo
di ripetere l'esperienza portata avanti nel 1999 con l'organizzazione
nel Dicembre 2001 presso Palazzo Giureconsulti a Milano, di
una giornata di confronto con gli operatori nazionali ed internazionali
interessati. In quell'occasione, l'IPALMO ha presentato un
nuovo documento di analisi sulla realtà politica economica
dei singoli Paesi, sull'esame delle prospettive di sviluppo
e di stabilizzazione che si presentano alla luce delle nuove
linee di azione dell'Unione Europea e sullo studio più
strettamente operativo dei programmi attivati a sostegno dei
processi in corso nell'area. In questo è stata inoltre
analizzata la dotazione infrastrutturale della regione balcanica,
valutandone le prospettive di sviluppo, con particolare attenzione
alle risorse energetiche.
III Conferenza mondiale del
Global Development Network
Organizzazione della Sessione parallela
9-12 dicember 2001
Rio de Janeiro, Brazil
Dal
9 al 12 dicembre si è svolto a Rio de Janeiro la Terza
conferenza annuale del Global Development Network (GDN), un'organizzazione
senza finalità di lucro nata all'interno della Banca
Mondiale con il fine di sostenere la creazione di solidi legami
tra gli istituti di ricerca interessati alle tematiche dello
sviluppo. Obiettivo del GDN è, in particolare, quello
di favorire la diffusione e la condivisione delle idee tra
Nord e Sud del mondo, anche al fine di promuovere l'elaborazione
di policy maggiormente condivise. Quest'anno, il tema centrale
della Conferenza è stato "la conoscenza",
da cui il titolo "Blending Local and Global Knowledge".
La manifestazione si è articolata in sei Sessioni Plenarie,
nelle quali esponenti del mondo politico e della ricerca hanno
discusso sui legami possibili tra conoscenza locale e conoscenza
globale, e in varie sessioni parallele incentrate su quattro
temi specifici: povertà; sviluppo rurale; assistenza
sanitaria e servizi urbani; gestione delle risorse naturali.
Alla Conferenza hanno partecipato oltre 400 esperti provenienti
da tutto il mondo, appartenenti sia al mondo della ricerca,
accademica e non, sia a quello delle istituzioni politiche
ed economiche, nazionali ed internazionali. Grazie al finanziamento
ed al patrocinio della Direzione Generale per la Cooperazione
allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, l'Italia
ha partecipato per la prima volta a questa manifestazione
con un ruolo attivo. L'IPALMO, a cui il GDN ha affidato l'organizzazione
della sessione sul tema "Socio-Economic Vulnerability
Analysis In Developing Countries: Lessons Form Asia "
italiana, prevista per il pomeriggio del 12 dicembre, ha assicurato
la gestione ed il coordinamento dei lavori. Chair della Sessione
è stato il Direttore dell'IPALMO, Prof. Triulzi, mentre
il panel era composto da giovani ricercatori, con provata
esperienza nella tematica oggetto della sessione, provenienti
dai principali paesi emergenti della regione asiatica.
L'organizzazione
della sessione ha garantito all'Istituto, oltre ad una fattiva
partecipazione nelle attività del GDN ed un utile confronto
sulle politiche e le iniziative di cooperazione con gli altri
Paesi donatori, anche una maggiore visibilità internazionale
e maggiori opportunità di networking con varie e qualificate
istituzioni di ricerca dei PVS che aderiscono alla rete e
alle attività del GDN. Inoltre, la sessione ha garantito
all'IPALMO l'opportunità di portare avanti una delle
sue principali linee di ricerca nell'ambito di un forum internazionale.
Il dibattito della Sessione formerà la base per lo
sviluppo futuro di un'analisi metodologica ed empirica della
vulnerabilità socio-economica.
The
Challenges of Global Governance and the Role of the G8
2-3 aprile 2001
Sala dei Duegento, Palazzo Vecchio, Florence
IPALMO, IAI, CeSPI, ICEPS
I
quattro istituti, IPALMO, IAI. CeSPI, ed ICEPS, per conto
della Presidenza Italiana del G8, hanno coordinato ed organizzato
le attività della Genoa Non-Governmental Initiative,
un'iniziativa creata dalla Presidenza Italiana del G8 e mirata
a coinvolgere il mondo non-governativo nell'Agenda del G8.
Le due attività principali sono state il convegno e
la ricerca.
Nel
quadro dell'Iniziativa, IPALMO è stato commissionato
a coordinare ed organizzare un convegno internazionale su
"The Challenges of Global Governance and the Role of
the G8". Il Convegno si è tenuto il 2-3 aprile
2001 a Firenze a Palazzo Vecchio. Rappresentanti dell'Ufficio
della Presidenza del Consiglio, le organizzazioni internazionali
(Banca Mondiale, ILO, ecc.), le ONG dall'Italia e dagli altri
Stati Membri del G8 hanno intervenuto durante l'arco delle
due giornate. Inoltre, si sono tenuti quattro workshop sulle
seguenti tematiche, ciascuno coordinato da un dei quattro
istituti:
·
Le Strategie per la Riduzione della Povertà (CeSPI);
· Il Finanziamento per lo Sviluppo e la Cancellazione
del Debito (ICEPS);
· Il Governance Internazionale e la Riforma dell'OMC
(IAI); e
· L'Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile (IPALMO).
I
workshop hanno avuto una contingenza ampia con rappresentanti
da tutto il mondo e da vari tipi di organizzazioni. La mattina
della seconda giornata del Convegno, rappresentanti da ogni
workshop hanno riportato i risultati e le raccomandazioni
policy di ciascun gruppo. Il Convegno si è concluso
nel pomeriggio con gli interventi di Massimo D'Alema e Giuliano
Amato.
Med-Dmocracy: Stampa e Diritti Umani nel Mediterraneo
Napoli, 30 marzo-4 aprile 2001
Roma, 5-6 aprile 2001
L'Ipalmo
ha organizzato in collaborazione con l'Istituto Universitario
Orientale di Napoli, nell'ambito del Programma Med-Democracy
finanziato dalla Commissione Europea, il Primo corso di formazione
per giornalisti dei paesi del Sud e del Nord del Mediterraneo.
Obiettivo principale dell'iniziativa è stata la costituzione
di una network euromediterranea per operatori dell'informazione
sulla tematica dei diritti umani e della libertà di
stampa; la promozione del dialogo e della reciproca comprensione
attraverso la conoscenza delle rispettive culture; il rafforzamento
delle reti di comunicazione fra giornalisti, nello spirito
dell'autonomia e della libertà di stampa. Al corso
hanno partecipato giornalisti provenienti dai seguenti paesi:
Italia, Francia, Spagna, Germania, Marocco, Algeria, Tunisia
ed Egitto. L'articolazione dell'iniziativa ha visto una conferenza
di apertura su "Pluralismo e libertà di stampa
nel Mediterraneo", patrocinata dalla Regione Campania;
il corso di formazione e una conferenza conclusiva su "Diritto
all'informazione e nuove tecnologie", svoltasi in collaborazione
con il Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della
Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sono stati previsti
anche dei momenti di incontro con alcune delle realtà
imprenditoriali più innovative presenti sul territorio
campano e visite alla redazione del "Mattino" di
Napoli e alla Rai di Roma, dove sono stati illustrati i programmi
per il Mediterraneo di Rai News, Rai International e Rai Educational.
Il
dibattito, cui hanno partecipato sia accademici che operatori
dell'informazione, ha cercato di evidenziare i temi di fondo
della diversità delle culture, del dialogo interculturale,
delle rispettive interpretazioni sulla questione dei diritti
umani e delle minoranze. Si sono anche sottolineati, all'interno
sempre del loro rapporto con i media, aspetti più immediati
relativi alle relazioni euro-mediterranee, ai flussi migratori,
alla legislazione dei paesi dell'Unione Europea in tema di
immigrazione. Di grande interesse è stata la discussione
della giornata conclusiva, in cui si sono soprattutto analizzate
le connessioni tra le nuove tecnologie di comunicazione, l'informazione
e la globalizzazione; la rete come strumento al servizio della
libertà e dei diritti umani.
Il
progetto prevede un secondo incontro che si terrà in
uno dei paesi del Nord Africa partecipanti all'iniziativa,
entro la fine del 2001.

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> CONVEGNI ANTECEDENTI
(principali)
Forum
italo-latino americano: "Sviluppo e piccola impresa".
Politiche e strumenti per la collaborazione delle piccole
e medie imprese
Cespi, Iila, Iceps, Ipalmo, con la collaborazione di Mondoimpresa
Verona, Veronafiere, 31 gennaio-2 febbraio 2000
Annali del Mediterraneo
Commissione Europea, Ipalmo
Tunisi, Abou Navas El Mec, 19 febbraio 2000
Workshop: La cooperazione Italo-Tunisina per lo sviluppo
delle Pmi
Hotel Hilton Tunis
Tunisi, Ministero Affari Esteri, Ipalmo, Camera di Commercio
di Milano, 28-29 giugno 2000
Le politiche dell'Italia per ridurre la povertà
nel Sud del Mondo
Cespi, Icef, Iceps, Ipalmo
Roma, 14 luglio 2000, Sala delle Conferenze - Palazzo Marini
Il progetto Ami: turismo, interdipendenza industriale e
Pmi in vista della creazione di una zona di libero scambio
nel bacino mediterraneo
Regione Lazio, Regione Toscana, IPALMO
Regione Lazio, Sala Tevere, Roma, 20 e 21 luglio 2000
Rilanciare la cooperazione allo sviluppo. Cancellare il
debito dei paesi poveri e ridurre la povertà
Cespi, Ipalmo, Iila, Sid
Roma, IILA, 3 novembre 2000
"La sfida dei diritti umani alle soglie del millennio"
Sala Congressi CARIPLO, Palazzo Bossi - Piazzetta Bossi 2,
Milano
Seminari di approfondimento
"La Lombardia per
i Balcani: politiche opportunità e strumenti di supporto
finanziario per le imprese italiane interessate alla ricostruzione"
15 dicembre 1999, Palazzo Affari ai Giuresconsulti, Milano
Ateliers
Méditerranéens Interrégionaux (AMI)
Forum tematico "L'Economia del turismo nel Mediterraneo"
17 settembre 1999, Regione Lazio, Roma
"Impresa, istituzioni e territorio
nei Pvs: il ruolo della cooperazione allo sviluppo"
30 giugno, presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica,
Roma
"La transizione
non violenta dalla dittatura alla democrazia: gli esempi cileno,
cecoslovacco, spagnolo, polacco"
20 maggio 1999, presso l'Iila, Roma
"Imprenditorialità diffusa
e cooperazione: il modello lombardo e l'Argentina"
13 maggio 1999, Buenos Aires
"Definizione della metodologia
del progetto Annali del Mediterraneo"
Ipalmo, 19-20/03/1999
"Attaining the World
Food Summits Objectives through a Sustainable Development
Strategy"
29-11, Camera dei Deputati, 30-11/2-12 1998 FAO, Roma
"Il cibo e le sue frontiere"
26 novembre, Sala del Refettorio, Palazzo S. Macuto, Camera
dei Deputati, Roma
"Quale cooperazione
tra Italia e Cina alla vigilia del Terzo millennio"
Pechino, 8 giugno 1998
Il seminario è stato promosso e organizzato dalla Fondazione
Giordano dell'Amore, dalla Camera di Commercio di Milano e
dall'Ipalmo che ha fornito anche una scheda-paese.
"Chi investe, dove
e perché"
Roma, 8 ottobre 1997, Sala delle Conferenze dellIila
A seguito della diffusione del World Investment Report 1997,
elaborato dall'UNCTAD (United Nations Conference on Trade
and Development), l'Ipalmo ha organizzato una giornata di
studio con la collaborazione dell'Iila e il contributo della
Camera di Commercio di Milano.
"La lotta contro la desertificazione:
quale azione intraprendere a livello nazionale e internazionale"
Roma, 7 ottobre, Sala del Refettorio, Palazzo San Macuto,
Camera dei Deputati
"LEuropa e le
sue periferie: ha un futuro la Convenzione di
Lomé?"
Roma, 2 luglio 1997, Sala del Cenacolo, Camera dei Deputati
"Il rinnovo della Convenzione di
Lomé: aree, strumenti e prospettive di cooperazione"
Milano, 19 giugno 1997, Promos, Palazzo Affari ai Giureconsulti
"Piccole e medie imprese nella
cooperazione UE-Mercosur"
Salvador de Bahia, 11 aprile 1997, Brasile
"Presentazione del Libro Verde fra lUe e i paesi
Acp allalba del 21° secolo"
Roma, 13 marzo 1997, Sala delle Conferenze internazionali,
Mae
L'Ipalmo ha organizzato, per conto del Mae, un incontro con
i rappresentanti delle Ong per la presentazione del "Libro
Verde" dell'Unione europea sulle relazioni con i paesi
Acp, in vista del rinnovo della Convenzione di Lomé.
"Sviluppo e risanamento
ambientale: lacqua un bene prezioso"
(Roma 26-27 giugno 1997, Sala delle Conferenze internazionali,
Mae)
"Food for all" Giornata
parlamentare in occasione del Vertice Mondiale sull'alimentazione
Roma,
15 novembre 1996, Aula del Senato della Repubblica, Palazzo
Madama
"Sviluppo endogeno e sicurezza
alimentare. Società civile, Parlamenti. Sistema delle
Nazioni Unite"
Roma, 13-14 novembre 1996, Sala del Refettorio, Palazzo
S. Macuto, Camera dei Deputati
"Sicurezza alimentare e sistemi
agroalimentari"
Milano,
17-18 ottobre 1996, Università Cattolica del Sacro
Cuore
"Lo sviluppo delle
piccole e medie imprese nel contesto dei rapporti UE-SADC:
esperienze, strumenti e prospettive"
Roma-Napoli 30 settembre- 4 ottobre 1996
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