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PROGRAMMA DI RICERCA
Politiche di prossimità dell'Unione europea: Wider Europe, area balcanico danubiana, Europa centro orientale, Asia centrale

 

 
 

Responsabili del Programma

Gabriella Meloni

Eszter Salgó

 

Progetti realizzati

Osservatorio sui Balcani

Schede paese sull'area danubiano-balcanica

 

 
  Introduzione

L’Ipalmo L’Ipalmo ha sempre guardato con grande interesse non solo ai Paesi dell’Europa centro-orientale, ormai diventati parte integrante della UE, ma anche all’area balcanico danubiana ed alla regione individuata, nell’ambito della Politica di Prossimità inaugurata dalla Commissione l’11 Marzo del 2003, come il nuovo “vicinato” dell’Unione: la Federazione russa, i Nuovi Stati Indipendenti occidentali (Ucraina, Moldavia e Bielorussia) i Paesi del Caucaso meridionale (integrati nella Politica Europea di Prossimità il 17 -18 giugno 2004 al vertice di Bruxelles) ed i Paesi del Mediterraneo meridionale.

L’Ipalmo segue ormai da tempo le vicende di queste regioni e fa opera continua di monitoraggio delle principali iniziative che a livello nazionale ed internazionale le riguardano. L’impegno si è concentrato sull’analisi sia politica che economica della realtà dei singoli Paesi dell’area ma anche sull’esame delle prospettive di sviluppo e di stabilizzazione che si presentano all’interno della regione, in particolare alla luce delle nuove linee di azione dell’Unione Europea. Ciò ha consentito all’Istituto di proporsi come valido interlocutore per tutti quei soggetti interessati ad approfondire le tematiche che riguardano quest’area e di sviluppare un’ampia progettualità in materia.

La Politica Europea di Prossimità corrisponde ad un nuovo approccio nella politica estera che “invita i nostri vicini dell’est e del sud a condividere la pace, la stabilità e la prosperità di cui noi godiamo nell’Unione Europea e che intende creare un anello di paesi amici attorno ai confini dell’Unione Europea allargata”. Lo schema “Europa più larga” dell’UE, proposto per la prima volta dalla Commissione nel marzo del 2003 e il suo successore la “Politica Europea di Prossimità” potrebbero essere considerati come una chiara risposta all’alterato aspetto geopolitico dell’UE allargata e come un tentativo per compensare i vecchi e nuovi vicini dell’UE.

L’Unione Europea intende giocare un ruolo più importante nella prevenzione dei conflitti e nella soluzione delle crisi. Mentre il Documento sulla Strategia di Sicurezza promosso da Javier Solana nel dicembre del 2003 mira ad adottare un ruolo più attivo, la politica “Europa più larga – Vicinato” esprime l’obiettivo di esportare i valori dell’UE nella sua diretta periferia.

La ENP raggiunge non solo l’area meridionale del Mediterraneo ma anche la Russia, l’Ucraina, la Bielorussia, la Moldavia e anche gli stati del Caucaso: l’Armenia, l’Azerbaigian e la Georgia – tutti caratterizzati da una grande domanda di capitale, da sviluppi socio-economici e realtà politiche, culturali e storiche diversi – per cui l’allocazione dei potenziali benefici verosimilmente porrà delle sfide.

La Politica Europea di Prossimità è esplicitamente basata sul principio del bilateralismo differenziato e sul principio della condizionamento positivo dove quest’ultimo va mano nella mano con l’approccio politico differenziato dell’“Europa più larga”. Solo quegli Stati che condividono i valori politici ed economici dell’UE e si impegnano a realizzare delle riforme, potranno guadagnare dalla Politica di Prossimità dell’UE. Poiché il sostegno dell’UE sarà esplicitamente condizionato dal soddisfacimento degli obiettivi accordati per le riforme nei Piani di Azione, specifici per ogni Paese, sembra evidente lo spostamento dell’UE dal “coinvolgimento passivo” al ”coinvolgimento attivo”. Essendo uno strumento politico, usato dall’UE per dimostrare i suoi interessi nel suo vicinato, sarà responsabilità dei governi dei Paesi partner fare della ENP un utile strumento per lo sviluppo.

Siffatta area di ricerca prende in considerazione anche l’importanza geostrategica dell’Asia centrale, cresciuta in modo drammatico in seguito all’evento del 11 settembre 2001 e la successiva guerra guidata dagli USA contro il terrorismo internazionale. Le operazioni militari in Afghanistan e in Iraq e i conflitti del Bacino del Caspio, hanno portato la regione dell’Asia centrale in prima linea nelle politiche internazionali, attraendo una larga gamma di attori politici ed economici, i quali non solo hanno trasformato l’equilibrio di potere nella regione ma hanno anche influenzato in modo significativo la situazione interna di tutte le cinque repubbliche centro asiatiche. I paesi dell’Asia centrale guardano all’Europa in termini di riforma e modelli di sviluppo socio-economici e sono interessati a imparare dalle esperienze europee. In molte aree essi preferiscono il modello europeo rispetto ad altre alternative. Le esperienze centro ed est europee acquisite nei periodi di sviluppo della transizione e preadesione sono particolarmente rilevanti.

Di conseguenza i ricercatori dell’Ipalmo si impegnano nell’analisi approfondita degli sviluppi politici, economici e sociali di questa regione, delle questioni energetiche, della politica estera di tutti i Paesi dell’Asia centrale e del “gioco” che vede protagonisti nell’area i grandi attori dell’arena internazionale (USA, Russia, Iran, Cina e Unione Europea).

 

Link utili

http://europa.eu.int/comm/world/enp/index_en.htm
http://europa.eu.int/comm/world/enp/links_en.htm
http://www.caucaz.com/home_eng/
http://www.rferl.org/
http://www.eurasianet.org/
http://www.ca-c.org/indexe.shtml
http://www.oxuscom.com/centasia.htm
http://www.centralasiacommerce.com/
http://www.jamestown.org/edm/
http://www.ikat.org/
http://www.cacianalyst.org/
http://europa.eu.int/comm/external_relations/ceeca/index.htm
http://www.iwpr.net/?p=rca&s=p&o=-&apc_state=henh

 

 
   
     
 

 
     
     
 
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