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Introduzione
L’Ipalmo L’Ipalmo ha sempre guardato con grande interesse non solo ai
Paesi dell’Europa centro-orientale, ormai diventati parte
integrante della UE, ma anche all’area balcanico danubiana
ed alla regione individuata, nell’ambito della Politica di
Prossimità inaugurata dalla Commissione l’11 Marzo del 2003,
come il nuovo “vicinato” dell’Unione: la Federazione russa,
i Nuovi Stati Indipendenti occidentali (Ucraina, Moldavia e
Bielorussia) i Paesi del Caucaso meridionale (integrati
nella Politica Europea di Prossimità il 17 -18 giugno 2004
al vertice di Bruxelles) ed i Paesi del Mediterraneo
meridionale.
L’Ipalmo segue ormai da tempo le vicende di queste regioni e
fa opera continua di monitoraggio delle principali
iniziative che a livello nazionale ed internazionale le
riguardano. L’impegno si è concentrato sull’analisi sia
politica che economica della realtà dei singoli Paesi
dell’area ma anche sull’esame delle prospettive di sviluppo
e di stabilizzazione che si presentano all’interno della
regione, in particolare alla luce delle nuove linee di
azione dell’Unione Europea. Ciò ha consentito all’Istituto
di proporsi come valido interlocutore per tutti quei
soggetti interessati ad approfondire le tematiche che
riguardano quest’area e di sviluppare un’ampia progettualità
in materia.
La Politica Europea di Prossimità corrisponde ad un nuovo
approccio nella politica estera che “invita i nostri vicini
dell’est e del sud a condividere la pace, la stabilità e la
prosperità di cui noi godiamo nell’Unione Europea e che
intende creare un anello di paesi amici attorno ai confini
dell’Unione Europea allargata”. Lo schema “Europa più larga”
dell’UE, proposto per la prima volta dalla Commissione nel
marzo del 2003 e il suo successore la “Politica Europea di
Prossimità” potrebbero essere considerati come una chiara
risposta all’alterato aspetto geopolitico dell’UE allargata
e come un tentativo per compensare i vecchi e nuovi vicini
dell’UE.
L’Unione Europea intende giocare un ruolo più importante
nella prevenzione dei conflitti e nella soluzione delle
crisi. Mentre il Documento sulla Strategia di Sicurezza
promosso da Javier Solana nel dicembre del 2003 mira ad
adottare un ruolo più attivo, la politica “Europa più larga
– Vicinato” esprime l’obiettivo di esportare i valori
dell’UE nella sua diretta periferia.
La ENP raggiunge non solo l’area meridionale del
Mediterraneo ma anche la Russia, l’Ucraina, la Bielorussia,
la Moldavia e anche gli stati del Caucaso: l’Armenia,
l’Azerbaigian e la Georgia – tutti caratterizzati da una
grande domanda di capitale, da sviluppi socio-economici e
realtà politiche, culturali e storiche diversi – per cui
l’allocazione dei potenziali benefici verosimilmente porrà
delle sfide.
La Politica Europea di Prossimità è esplicitamente basata
sul principio del bilateralismo differenziato e sul
principio della condizionamento positivo dove quest’ultimo
va mano nella mano con l’approccio politico differenziato
dell’“Europa più larga”. Solo quegli Stati che condividono i
valori politici ed economici dell’UE e si impegnano a
realizzare delle riforme, potranno guadagnare dalla Politica
di Prossimità dell’UE. Poiché il sostegno dell’UE sarà
esplicitamente condizionato dal soddisfacimento degli
obiettivi accordati per le riforme nei Piani di Azione,
specifici per ogni Paese, sembra evidente lo spostamento
dell’UE dal “coinvolgimento passivo” al ”coinvolgimento
attivo”. Essendo uno strumento politico, usato dall’UE per
dimostrare i suoi interessi nel suo vicinato, sarà
responsabilità dei governi dei Paesi partner fare della ENP
un utile strumento per lo sviluppo.
Siffatta area di ricerca prende in considerazione anche
l’importanza geostrategica dell’Asia centrale, cresciuta in
modo drammatico in seguito all’evento del 11 settembre 2001
e la successiva guerra guidata dagli USA contro il
terrorismo internazionale. Le operazioni militari in
Afghanistan e in Iraq e i conflitti del Bacino del Caspio,
hanno portato la regione dell’Asia centrale in prima linea
nelle politiche internazionali, attraendo una larga gamma di
attori politici ed economici, i quali non solo hanno
trasformato l’equilibrio di potere nella regione ma hanno
anche influenzato in modo significativo la situazione
interna di tutte le cinque repubbliche centro asiatiche. I
paesi dell’Asia centrale guardano all’Europa in termini di
riforma e modelli di sviluppo socio-economici e sono
interessati a imparare dalle esperienze europee. In molte
aree essi preferiscono il modello europeo rispetto ad altre
alternative. Le esperienze centro ed est europee acquisite
nei periodi di sviluppo della transizione e preadesione sono
particolarmente rilevanti.
Di conseguenza i ricercatori dell’Ipalmo si impegnano
nell’analisi approfondita degli sviluppi politici, economici
e sociali di questa regione, delle questioni energetiche,
della politica estera di tutti i Paesi dell’Asia centrale e
del “gioco” che vede protagonisti nell’area i grandi attori
dell’arena internazionale (USA, Russia, Iran, Cina e Unione
Europea).
Link utili
http://europa.eu.int/comm/world/enp/index_en.htm
http://europa.eu.int/comm/world/enp/links_en.htm
http://www.caucaz.com/home_eng/
http://www.rferl.org/
http://www.eurasianet.org/
http://www.ca-c.org/indexe.shtml
http://www.oxuscom.com/centasia.htm
http://www.centralasiacommerce.com/
http://www.jamestown.org/edm/
http://www.ikat.org/
http://www.cacianalyst.org/
http://europa.eu.int/comm/external_relations/ceeca/index.htm
http://www.iwpr.net/?p=rca&s=p&o=-&apc_state=henh
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