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Accelerating the actions for
achieving the MDGs in the MENA countries
The eighth Millennium Development Goals (MDGs) – which range
from halving extreme poverty to halving the spread of HIV/AIDS
and providing universal primary education by the target date
of 2015 – form a blueprint shared by all the whole world
community and the world’s leading development institutions.
They have galvanized unprecedented efforts to meet the needs
of the world’s poorest.
Ipalmo in collaboration with the United Nations System Staff
College has launched a research project concerning the
implementation of best practices and successful pilot projects
in MENA countries aiming at enchanting the realisation of the
MDGs. The project will create a common working platform for
all relevant stakeholders – government, civil society
organizations, UN agencies and academic institutions – and
will find different occasions for exchanging experiences and
lessons learned within the general framework of fostering the
South-South dialogue.
The process will be articulated through three workshops
(Algeria, Syria, Jordan) aimed at collecting existing
expertise as well as at encouraging a deeper reflection and
dialogue on the challenges/constraints that Mediterranean
countries encounter in striving to achieve the MDGs. The final
conclusions of our project will be presented in an
international conference in Cairo - where exponents of
academic, financial, economic, political and cultural spheres
will have the opportunity to meet and exchange views - in
order to promote a grater visibility and valorisation of
current and recent initiatives as well as to reach an
agreement on actionable strategies to be adopted for the
achievement the MDGs. The documents elaborated in the three
seminars as well as those presented in the Cairo conference
will constitute the basis of a publication which will be
utilised in the follow up activities by the partners.
Interconnessioni infrastrutturali,
materiali ed immateriali, in funzione di facilitazione dei
rapporti per l’integrazione dei mercati nel Mediterraneo
L’iniziativa della Regione Siciliana si situa
nell’ambito della preparazione
della Conferenza Internazionale sul Partenariato Mediterraneo, il cui principale
obiettivo è la identificazione di strategie, reti, modalità di interconnessione
materiale e immateriale, azioni e progetti pilota di partenariato interregionale
e territoriale per sostenere lo sviluppo socio-economico del Mediterraneo, nella
prospettiva delle politiche europee di vicinato, di allargamento e di coesione.
La metodologia di individuazione dei progetti dovrà fare riferimento agli
aspetti istituzionali e funzionali della natura partenariale delle proposte di
intervento sulle strutture socio-economiche del territorio transfrontaliero
mediterraneo.
La preparazione delle azioni da intraprendere prenderà preliminarmente in
considera-zione i seguenti aspetti generali riferiti alla integrazione
socio-economica transfrontaliera:
- la dimensione territoriale transfrontaliera nella specifica condizione della
frontiera marittima mediterranea;
- l’identificazione di aree interregionali transfrontaliere, potenzialmente
privilegiate per la promozione e la prima sperimentazione di progetti
partenariali;
- le condizioni determinate dalle interconnessioni e dalle reti
transmediterranee infrastrutturali (trasporti, energia, informazioni,
conoscenze);
- le condizioni di finanziamento dei progetti pilota, strumenti, canali e
risorse (co-munitarie, BEI, Istituzioni internazionali, credito e altro).
La Conferenza “Interconnessioni infrastrutturali, materiali ed immateriali, in
funzione di facilitazione dei rapporti per l’integrazione dei mercati nel
Mediterraneo” è stata organizzata a Palermo il 10 e 11 febbraio 2006.
Visita il sito web della Conferenza
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GDN
Research Program 2002-2003: Programma di ricerca biennale
sulla vulnerabilità socio-economica
L'IPALMO,
in collaborazione con la Social Protection Human Development
Unit (SPHD) della Banca Mondiale e con il Global Development
Network (GDN), ha sviluppato una specifica metodologia per
stimare la vulnerabilità socio-economica dei Pvs. Le organizzazioni internazionali sono
ormai impegnate in uno sforzo comune per perfezionare un nuovo
e diverso approccio, di natura forward-looking, teso a definire
in modo più compiuto questi fenomeni e a realizzare,
con rinnovata capacità e competenze, sistemi di Early
Warning e politiche di cooperazione capaci di ampliare la
gamma dei possibili beneficiari.
Tutti
gli individui, le famiglie, le comunità sociali, ed
anche i sistemi-paese nel loro complesso, affrontano, infatti,
una molteplicità di rischi provenienti da diverse fonti,
sia di origine naturale, sia causate dall'agire umano. Questi
rischi, se si manifestano nella loro componente negativa,
hanno un impatto generalmente non prevedibile sugli individui,
sulle comunità e sui sistemi-paese e, di conseguenza,
possono causare o determinare un peggioramento dei livelli
di benessere. Se tali rischi sono in grado o meno di determinare
un peggioramento dei livelli di benessere, dipende congiuntamente
dalle caratteristiche dello shock; dagli strumenti disponibili
di gestione del rischio e dalle sue manifestazioni concrete.
L'eventuale trasmissione dello shock fra famiglie e comunità
sociali dipende in gran parte dagli asset disponibili e dalle
sovrastrutture sociali, istituzionali e politiche.
Tutto
ciò premesso, l'IPALMO sta focalizzando l'attenzione
sull'analisi della vulnerabilità socio-economica nel
quadro della crescente integrazione internazionale, perseguendo
due filoni di analisi rilevanti, pur se ancora parzialmente
inesplorati: la liberalizzazione commerciale e la prevenzione
dei conflitti. L'obiettivo principale è quello di fornire
indicazioni utili sull'argomento, sia dal punto di vista della
concettualizzazione teorica e pratica del fenomeno vulnerabilità,
sia dal punto di vista della misurazione empirica del fenomeno.
Le Organizzazioni Internazionali con le quali l'IPALMO sta
collaborando per il perfezionamento di questa linea di ricerca
sono la HDSP della Banca Mondiale, il CPDC Network dell'OCSE-DAC
ed il Global Development Network.
In
tale ambito l'IPALMO sta realizzando, sempre in collaborazione
con la HDSP della Banca Mondiale, un Risk&Vulnerability
Assessment sui paesi MENA, coniugando in tal modo l'analisi
della vulnerabilità con l'interesse prioritario dell'Istituto
per l'area Mediterranea.
Scarica il paper presentato alla IV GDN Annual Conference
"Macroeconomic vulnerability of Central-Eastern European Countries"
Scarica il paper presentato alla V GDN Annual Conference
"Methodology for analyzing vulnerability"
Scarica il working paper 2005 del WIDER
"Trade Openness and Vulnerability in Central and Eastern
Europe"
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Organizzazione di una Sessione italiana
al Terzo Forum Mondiale per l'Acqua di Kyoto (marzo 2003)
Con l'organizzazione
di una Sessione tematica al
Terzo Forum Mondiale per l'Acqua
di Kyoto, si è voluto rafforzare
il coordinamento delle azioni dei soggetti nazionali che, a
vario titolo, si occupano di risorse idriche nei Pvs. Con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e
del Ministero dell’Ambiente e del Territorio, l’Ipalmo ha
coordinato i lavori della Task Force che ha guidato l’Italia
al Forum. La creazione di un’ampia
piattaforma nazionale, l’elaborazione del documento di
analisi “Governance and Water Management: Lessons Learned
from Italian Training Pursuits and Public-Private
Partnerships”, e l’organizzazione della relativa Sessione
tematica al Forum, sono gli strumenti attraverso cui l’Ipalmo ha assunto il ruolo di raccordo,
monitoraggio e valorizzazione delle azioni del sistema-Italia nel settore delle acque. L’obiettivo finale,
come sancito dalla dichiarazione redatta a Torino il 7
febbraio 2003, in occasione dell’avvio della piattaforma
nazionale, è quello di promuovere nel mondo le metodologie
applicative che emergono dall’esperienza italiana. A tal
fine, sono state portate all’attenzione della comunità
internazionale oltre
50 Water Actions italiane, oggi parte
integrante del
“Portfolio
of Water Actions”, il pacchetto di iniziative scaturite a Kyoto
per affrontare i problemi di gestione delle risorse idriche
dei Pvs.
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La strategia internazionale per le
acque come bene pubblico globale
Infine, l’Ipalmo sta lavorando ad
ipotesi alternative di raccordo e coordinamento tra agenzie
internazionali nel settore delle acque, superando l’attuale
sistema di semplice scambio di esperienze e condivisione di
obiettivi generali. In questo campo, il trend positivo verso
la definizione di un’azione collettiva in questo campo va
rafforzato, finanche attraverso l’adozione della prospettiva
propria dei beni pubblici globali, al fine di aumentare la
coerenza interna della strategia internazionale per l’acqua.
Nel documento dell'ottobre 2004
“La
strategia internazionale per le acque: i princìpi, gli
attori e il ruolo dell’Italia”,
sono stati dapprima
delineati i princìpi comuni che governano l’insieme delle
azioni intraprese dai Paesi donatori e dalle organizzazioni
multilaterali in tema di gestione delle risorse idriche nei
Paesi in via di sviluppo. Tale insieme di azioni variegate,
accomunato da orientamenti che solo di recente iniziato a
delinearsi compiutamente nel dibattito politico, accademico
e non governativo, è stato definito la “Strategia
internazionale per le acque”. Di tale Strategia sono stati
definiti: le assunzioni sottostanti, gli assi prioritari, i
soggetti coinvolti e l’interpretazione che i principali
attori ne danno, attuando specifiche azioni di sviluppo.
Dal lavoro emerge l’estrema numerosità dei soggetti
impegnati nel settore, il che fa presagire una possibile
duplicazione degli sforzi. Difatti, nonostante l’accordo
programmatico di massima cui si è giunti, molteplici attori
propongono di affrontare le problematiche legate alle
risorse idriche attraverso metodologie differenti.
Una possibile chiave interpretativa di tale fenomeno è la
prospettiva propria dei beni pubblici globali. Ciò si concilia con il pensiero di una crescente
comunità di esperti, secondo i quali una minima quantità
d’acqua, per gli usi legati alla persona, è un Diritto Umano
Fondamentale, come sostenuto da più parti e ultimamente
riconosciuto dal Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni
Unite. Dall’adozione di tale prospettiva discendono delle
obbligazioni esplicite a carico delle istituzioni
sovranazionali.
Al presente lavoro è legata la partecipazione dell'Ipalmo
alla conferenza "L’acqua
come bene pubblico globale", svoltasi a Torino il 19
novembre 2004.
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Verso
una nuova cooperazione decentrata: le potenzialità
operative della Legge n.19/2000 della Regione Lazio
L'iniziativa
dell'Ipalmo, la cui implementazione è iniziata nel
2002 e proseguirà nel corso del 2003, intende analizzare
il ruolo della cooperazione decentrata in un contesto nazionale
ed internazionale caratterizzato da una "nuova"
cooperazione allo sviluppo e dalla sempre più forte
necessità di un maggiore coordinamento nelle strategie
e negli interventi in favore della lotta alla povertà
e della promozione allo sviluppo dei Pvs. Obiettivo specifico
dell'iniziativa è avviare una riflessione sulla Legge
regionale n.19/2000 inerente "Iniziative per la cooperazione
allo sviluppo, la collaborazione e la solidarietà internazionale"
analizzandone le possibilità e verificando le possibili
sinergie con la Legge nazionale sulla cooperazione, senza
peraltro trascurare le diverse disposizioni europee.
Obiettivi
del progetto sono: analizzare la Legge regionale n.19/2000
e le sue concrete possibilità di attuazione all'interno
dell'attuale quadro nazionale ed internazionale di riferimento;
coinvolgere nel dibattito tutti gli attori che operano sul
territorio e che, a differenti livelli e competenze, si occupano
dei temi legati alla cooperazione allo sviluppo; stimolare
la sensibilizzazione, condivisione e diffusione dei risultati
del lavoro di ricerca e delle considerazioni emerse in occasione
del dibattito; individuare specifiche linee guida che possano
orientare la Regione Lazio nella definizione delle strategie
e degli interventi di cooperazione allo sviluppo.
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La
presenza economica dell'Italia in Cina: Riflessioni operative
sulle opportunità per le imprese e sul coordinamento
istituzionale
L'obiettivo
dell'iniziativa è quello di pervenire all'elaborazione
di proposte concrete di intervento, atte a fornire modalità
e strategie di radicamento produttivo delle imprese italiane
medio-piccole presenti in Cina.
I propositi
specifici del progetto sono i seguenti.
-
Elaborazione di un dossier che, attraverso l'esame di dati,
documenti, studi e ricerche, evidenzi le principali evoluzioni
del mercato cinese negli ultimi anni; realizzi un'analisi
di contesto sui punti di forza e di debolezza della presenza
italiana in Cina; valuti le opportunità offerte alle
imprese italiane, in particolare a quelle di dimensioni medio-piccole;
evidenzi i settori più promettenti per il made in Italy.
-
Formulazione di una proposta metodologica di confronto e coordinamento
tra i Ministeri competenti, gli Enti territoriali-in particolare
le Regioni italiane, in virtù delle loro competenze
specifiche in materia di internazionalizzazione-e le altre
istituzioni operanti nel quadro del commercio estero (Simest,
Sace, sistema bancario). Ciò al fine di permettere
l'ampliamento ed il coordinamento delle reti istituzionali
di supporto all'attività delle PMI italiane in Cina,
l'individuazione di azioni di intervento concertato e di follow
up con gli esperti e gli attori interessati all'iniziativa,
la proposizione di nuovi temi da monitorare.
-
Realizzazione di un momento di coordinamento intraministeriale/interdirezionale
e interministeriale per discutere i problemi selezionati,
analizzare il dossier elaborato, valutare la proposta metodologica
ed assumere le decisioni di policy.
Lo
studio
realizzato dall'IPALMO
presenta un’analisi dei punti di forza e di debolezza della
presenza italiana in Cina, e delle opportunità di
internazionalizzazione per le imprese italiane di dimensioni
medio piccole. Alla luce dello scarso radicamento del
Sistema Italia su questo importante mercato, il presente
lavoro offre un’ampia riflessione sulle politiche di
penetrazione commerciale e produttiva delle imprese italiane
di dimensioni medio - piccole in mercati “non prossimi” e
caratterizzati da barriere linguistico - culturali ma anche
da strutture amministrative ed istituzionali diverse dalle
nostre. Lo studio mira inoltre a porre all’attenzione dei
decisori pubblici della politica nazionale di
internazionalizzazione tali elementi di riflessione ai fini
di una successiva pianificazione strategica.
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Commercio equilibrato e sviluppo
economico e sociale nelle nuove relazioni tra l’Unione
Europea ed i paesi ACP
La continua
espansione del commercio internazionale, fenomeno noto anche
come mondializzazione degli scambi, caratterizza l’economia
internazionale fin dal secolo scorso. Essa ha subìto
un’innegabile accelerazione a partire dal secondo dopoguerra
e un vero e proprio “boom” nell’ultimo decennio. Nel corso
degli ultimi due decenni, la maggior parte dei Pvs ha
avviato una significativa liberalizzazione dei propri regimi
commerciali, garantendo una più efficiente allocazione delle
risorse. L’analisi della suddivisione geografica dei flussi
di commercio internazionale restituisce, tuttavia, un quadro
nel quale la partecipazione agli scambi risulta molto
squilibrata. Il continente africano, in particolare, ha
continuato e perdere quote di mercato.
Lo
studio realizzato dall'IPALMO, per conto del Comitato
Economico e Sociale della Comunità Europea, analizza le
condizioni di politica commerciale necessarie affinché anche
i paesi più poveri possano generare significativi incrementi
del prodotto interno beneficiando dell’aumento degli scambi
mondiali. In questo quadro, la firma di una nuova intesa tra
l’Unione Europea (UE) e il raggruppamento dei paesi
dell’Africa, Caraibi e Pacifico (ACP), per il numero e la
dimensione dei soggetti coinvolti (15 paesi UE e 77 paesi
ACP), per la rilevanza del continente europeo all’interno
dei flussi di commercio mondiale e per l’esistenza di
relazioni privilegiate con tale vasto numero di paesi in via
di sviluppo, è stata l’occasione per analizzare quello che
si profila come il più ambizioso accordo di coordinamento
della politica economica a livello internazionale.
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Azioni
di supporto alle attività di internazionalizzazione e cooperazione
della Regione Lombardia
L'iniziativa ha avuto come obiettivo quello di delineare azioni
di supporto alle attività di internazionalizzazione
e cooperazione della Regione Lombardia. Essa si è articolato su
tre assi principali di intervento.
-
Sistema Valutazione e Monitoraggio dell'attività dei
Punti Operativi della Rete Estera per l'internazionalizzazione
sistema economico lombardo ed analisi indice di gradimento
dell'operato da parte del mondo economico lombardo;
-
Valutazione della proposta tecnica e sistema di monitoraggio
dell'attività degli Sportelli Regionali per l'internazionalizzazione;
indice di gradimento dell'operato da parte del mondo economico
lombardo;
-
Attività di Assistenza e Consulenza per la redazione
e predisposizione del Piano Operativo Regionale ex L.84/01
e per la predisposizione di progetti integrati.
Lo
studio
realizzato dall'IPALMO propone un’analisi economico-statistica
finalizzata alla valutazione della proiezione
economico-commerciale della Regione Lombardia sui principali
mercati esteri. Obiettivo specifico dell’analisi è stato
quello di valutare le caratteristiche socio-economiche del
sistema produttivo e le sue potenzialità di
internazionalizzazione tramite l’esame puntuale
dell’articolazione settoriale e geografica dei flussi di
interscambio commerciale dell’area oggetto di analisi. Lo
studio è stato realizzato tramite l’utilizzo di una
metodologia di analisi “ad hoc” tesa a mettere in luce, non
solo le caratteristiche oggettive della collocazione
internazionale dell’area oggetto di analisi, ma anche i
settori promettenti e le loro caratteristiche. In
particolare, l’analisi ha permesso di valutare l’effettiva
capacità dell’area di essere presente sui principali mercati
mondiali o sui mercati in espansione e di soddisfare la
domanda proveniente dai medesimi.
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Iniziativa
"Il problema del debito dei paesi poveri: quali politiche
per il dopo cancellazione?"
L'IPALMO
ha avviato sin dall'anno giubilare un'iniziativa di analisi
e studio tesa a sottolineare come l'auspicata e certamente
doverosa "cancellazione del debito" costituisca
una condizione necessaria ma non sufficiente a promuovere
la crescita e lo sviluppo autosostenibile dei paesi beneficiari.
Tale iniziativa, denominata "Il problema del debito dei
paesi poveri: quali politiche per il dopo cancellazione?"
realizzata anche con il contributo del Ministero degli Affari
Esteri, si articola nello svolgimento di una ricerca, nell'organizzazione
di un convegno e nella realizzazione di una fase di follow
up e condivisione dei risultati raggiunti. L'attività di ricerca
si è svolta nell'ambito di tre gruppi di
lavoro secondo i seguenti obiettivi:
-
analisi gli effetti concreti della cancellazione del debito
sulle economie dei Paesi in via di sviluppo (Pvs), al fine
di individuare le politiche di cooperazione necessarie a rendere
la cancellazione del debito un'effettiva opportunità
di sviluppo socio-economico;
-
definizione dei tratti di un'auspicabile architettura istituzionale
internazionale di coordinamento per la gestione della cooperazione
allo sviluppo, con particolare riflessione sul ruolo che l'Unione
Europea e l'Italia possono svolgere in tale contesto;
-
individuazione del ruolo della società civile e delle
istituzioni che a vario titolo ne interpretano i bisogni,
nel quadro della nuova politica internazionale di cooperazione
allo sviluppo, anche alla luce della necessità di un
maggiore coordinamento degli attori e delle politiche globali.
Al
Convegno-Seminario finale,
realizzato dall'IPALMO a Roma nel 2002, sono stati discussi
ed analizzati i documenti elaborati dai tre distinti gruppi
di lavoro. L'aggiornamento e la
pubblicazione del lavoro di ricerca
sono avvenuti nel 2004.
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Osservatorio
sul debito estero dei Paesi fortemente indebitati
La
conclusione dell'iniziativa "Il problema del debito dei
paesi poveri: quali politiche per il dopo cancellazione"
non esaurisce, tuttavia, l'interesse dell'IPALMO per il tema
del debito estero dei paesi più poveri. A tale proposito,
è in fase di creazione, presso l'IPALMO, un "Osservatorio
sul problema del debito", che possa svolgere il ruolo
di punto di riferimento per le future iniziative sul tema
del debito estero dei paesi fortemente indebitati. La costituzione
di un osservatorio permanente costituisce una possibile risposta
al timore che la cancellazione del debito si esaurisca in
un intervento "una tantum" e che non si inserisca
adeguatamente all'interno di strategie di più lungo
periodo. Le attività principali svolte dall'Osservatorio
potrebbero essere di verifica dell'implementazione e dei risultati
conseguiti a seguito delle iniziative attuali di cancellazione;
di monitoraggio e analisi critica di tutte le iniziative future
sul tema del debito; di analisi approfondita della letteratura
esistente; di analisi delle condizioni macroeconomiche di
riferimento al fine di individuare il presentarsi di possibili
nuove cause di crisi per i Pvs.
In
quest'ambito si inserisce la collaborazione avviata con il
CNEL, in merito alla realizzazione di uno studio di fattibilità
per la costituzione di un Osservatorio sul debito estero dei
Paesi Partner Mediterranei (PPM) da presentare al Vertice
di Malta del 2003.
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Progetti
comunitari e Progetto ACTIN
Da
alcuni anni l'Ipalmo ha intensificato i suoi rapporti con
l'Unione Europea dedicando parte delle proprie energie all'elaborazione
di progetti di rilevanza comunitaria. A tal fine l'Istituto
ha rafforzato la propria presenza a livello comunitario, tramite
una serie di attività promozionali portate avanti dalla
propria sezione "Affari europei" con sede a Bruxelles.
Le attività della sede di Bruxelles sono state strutturate
in tre ambiti principali: supporto all'apertura alla concorrenza
dei servizi di monopolio naturale; formazione sui grandi temi
comunitari e sull'acquis communautaire; e-government.
Tale
attività promozionale è avvenuta in stretta
collaborazione con le istituzioni presenti in loco, in particolar
modo l'Ufficio ICE, IDE@ (Indipendent Development European
Association a.i.s.b.l) e UEAPME. Nell'ambito di tali filoni
prioritari, l'IPALMO sta realizzando, in collaborazione con
IDE@ di Bruxelles il progetto PostEurop (Association of European
Public Postal Operators), denominato ACTIN (Acquis Communautarie
Training Initiatives), specificamente dedicato a favorire
una maggiore conoscenza dell' acquis communautaire fra i funzionari
dei servizi postali dei PECO.
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Linee
di ricerca sulla vulnerabilità socio-economica e partecipazione
al GLOBAL DEVELOPMENT NETWORK
L'IPALMO, in collaborazione con la SPHD (Social Protection
Human Development Unit) della Banca Mondiale, sta portando
avanti una specifica linea di ricerca sulla vulnerabilità
socio-economica. In particolare si è focalizzata l'attenzione
su tre filoni di analisi: la vulnerabilità socio-economica,
la liberalizzazione commerciale e la prevenzione dei conflitti.
Obiettivo principale è fornire indicazioni sia dal
punto di vista della concettualizzazione teorica e pratica
della vulnerabilità che della sua misurazione empirica.
Tale
linee di ricerca sono portate avanti nell'ambito della partecipazione
dell'IPALMO al GDN (Global Development Network), un network
internazionale di istituti di ricerca, costituito nel 1998
su iniziativa della Banca Mondiale. La produzione e la disseminazione
di informazione, attraverso la rete del GDN, hanno l'obiettivo
di rafforzare la capacità degli istituti aderenti ad
intraprendere progetti di ricerca di alta qualità e
tradurre i risultati di tali attività in indicazioni
di policy coerenti sia a livello nazionale che internazionale.
L'IPALMO ha contribuito al dibattito attraverso la costituzione
di uno specifico gruppo di studio che ha preso parte regolarmente
alle sessioni organizzate on line ed ha fornito un apporto
decisivo per la definizione delle materie trattate.
In
occasione della Seconda Conferenza annuale del GDN (Tokyo,
11-13 dicembre 2000), l'IPALMO ha prodotto un proprio contributo
su: "Development Cooperation Policy: a time inconsistency
approach", esaminando le politiche della cooperazione
italiana, in particolare nel settore privato. Attualmente,
l'Istituto partecipa attivamente alle iniziative del GDN,
fornendo contributi a tutti i partecipanti al network. Il
nostro impegno per la crescita e la maturazione del network
ha ottenuto un riconoscimento formale con l'incarico dell'organizzazione
tecnico-scientifica di una delle sessioni parallele, in occasione
della III Conferenza mondiale del Network (Rio, 9-12 dicembre
2001), dedicata alla "vulnerabilità socio-economica".
Per
ulteriori informazioni riguardo al Network, si consiglia di
consultare direttamente il sito del GDN www.gdnet.org
[dettagli]
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Osservatorio
Balcani
L'Ipalmo
svolge opera continua di monitoraggio delle principali iniziative
che a livello nazionale ed internazionale riguardano l'area
balcanica. Al seminario: "La Lombardia per i Balcani:
politiche opportunità e strumenti di supporto finanziario
per le imprese italiane interessate alla ricostruzione",
promosso da Assolombarda, Camera di Commercio di Milano e
Regione Lombardia, (Milano, 15 dicembre 1999), abbiamo presentato
un documento sulla situazione politico-economica della ex
Jugoslavia. Obiettivo dello studio è stato verificare
se, dopo 80 anni di convivenza e dopo 50 anni di esperienza
politica comune all'interno delle strutture di uno stato socialista
sui generis, l'ex Jugoslavia sia riuscita a creare al suo
interno uno spazio non solo politico, ma anche economico organico.
La ricerca comprende anche, attraverso delle schede paesi,
un'analisi politico-economica dei 5 paesi emersi dalla dissoluzione
dell'ex Jugoslavia (Bosnia Erzegovina, Croazia, Macedonia,
Slovenia, Serbia e Montenegro). In conclusione è stato
definito un esame delle prospettive e iniziative internazionali
per la ricostruzione dell'area e dell'opportunità per
le imprese italiane interessate ad operare nell'area balcanica.
L'aggiornamento continuo portato avanti ci ha consentito di
proporci come valido interlocutore per tutti i soggetti interessati
ad approfondire le tematiche dei Balcani. La Regione Lombardia
e la Promos hanno chiesto all'Ipalmo di ripetere l'esperienza
del 1999 con l'organizzazione di una giornata di confronto
tra gli operatori nazionali ed internazionali interessati
(Milano, 19 Dicembre 2001). Un nuovo documento dell'Ipalmo
ha aggiornato l'analisi della realtà politica ed economica
dell'area, delle prospettive di sviluppo e stabilizzazione,
alla luce delle nuove linee di azione dell'Unione Europea.
Nello studio si è, inoltre, proceduto ad esaminare
la dotazione infrastrutturale della regione balcanica, valutandone
le prospettive di sviluppo con particolare attenzione alla
questione energetica. Le tematiche in oggetto intendono rappresentare
il punto di partenza per altri studi: pubblicazione di un
numero speciale di "Politica Internazionale"; presentazione
di un Rapporto sull'area alle Istituzioni comunitarie coinvolte;
verifica delle diverse opportunità di collaborazione
esistenti con i vari soggetti istituzionali o privati già
presenti. [dettagli]
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Il
debito estero e il processo di pace in Colombia
Il dibattito sul processo di pace in Colombia si è
recentemente focalizzato sul tema del ricadenzamento del
servizio del debito estero, con l'obiettivo di finanziare
una serie di interventi miranti a fornire un impulso "dal
basso" alla pacificazione. Attraverso tale azione, la
Comunità Internazionale potrebbe trasmettere un chiaro
messaggio circa il suo impegno a porre fine alle ostilità,
imprimendo un efficace stimolo al processo di
riconciliazione nazionale. In collaborazione con
l'Università di Parigi, l'Ipalmo ha realizzato un'indagine
sulle modalità della cooperazione allo sviluppo dell'Unione
europea nel paese andino.
Scarica il
documento
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Schede
Paese per la "valutazione socio-economica delle prospettive
di sviluppo"
Nel
corso del 2001 è proseguita l'attività di analisi,
studio e redazione di schede paese per la "valutazione
socio-economica delle prospettive di sviluppo", frutto
dell'ormai consolidata collaborazione IPALMO/Intel-ANIE. Le
schede hanno avuto come finalità aggiuntiva quella
di analizzare le potenzialità di sviluppo delle risorse
energetiche locali.
Sempre
nel 2001 e nel 2002 sono state commissionate per la Regione
Lombardia delle schede paese su: paesi del Mercosur, India
e Balcani.
Schede
2000: Argentina, Brasile, Cile, Egitto, Grecia, Israele,
Libano, Marocco, Mercosur, Messico, Paraguay, Polonia, Repubblica
Ceca. Tunisia, Turchia, Uruguay.
Schede
2001: Albania, Argentina (aggiornamento), Bulgaria, Croazia,
Estonia, India, Macedonia, Romania, Serbia-Montenegro, Slovenia,
Tunisia (aggiornamento), Ungheria.
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Attività
PROMOS - America Latina
Negli
ultimi anni l'interesse dell'Ipalmo per l'America latina si
è concentrato sui processi di integrazione regionale
in atto. Con il contributo della Commissione Europea sono
stati organizzati tre seminari sul Mercosur, e sui rapporti
Mercosur/Unione Europea. Nel corso di tali iniziative, l'Ipalmo
ha presentato degli studi approfonditi sulle varie tematiche
concernenti il processo d'integrazione, la politica-economica,
le ricadute per i singoli paesi, le relazioni con l'Unione
Europea.
La
rivista dell'Ipalmo, "Politica Internazionale" ha
dedicato alcuni numeri speciali a singoli paesi (Cile, Argentina)
e alle sfide della democrazia in America Latina. L'Istituto
si è inoltre impegnato nell'organizzazione di seminari
e riunioni per discutere della riproducibilità del
modello italiano delle Piccole e medie imprese e dei "distretti
industriali" in America Latina. A tal proposito è
stato realizzato un country studies sui principali paesi della
regione, sul Mercosur, il NAFTA e il Patto andino.
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Il
progetto AMI: turismo, interdipendenza industriale e PMI in
vista della creazione di una zona di libero scambio nel bacino
mediterraneo
Il
progetto AMI (Atéliers Méditerranéens
Interrégionaux), parte del programma Interreg II C,
rappresenta un quadro di concertazione e di dibattito che
riunisce 9 regioni mediterranee dell'Unione Europea (per la
Francia: Provenza-Alpi-Costa azzurra, Rhônes Alpes,
Corsica; per l'Italia: Lazio, Toscana, Sardegna e Calabria;
per la Spagna: Andalusia, Città di Ceuta e Melilla).
Obiettivo del progetto è quello di rafforzare le relazioni
fra le collettività regionali del Mediterraneo occidentale
per presentare un programma di azioni interregionali e transnazionali
capaci di preparare la creazione della Zona di Libero Scambio
e di incoraggiare il dialogo tra le società euromediterranee.
In particolare si propone di intraprendere una serie di azioni
in campo economico, sociale e politico su 8 temi concordati
tra le regioni: turismo e cultura, interdipendenza industriale
e PMI, insularità, agricoltura e pesca, ambiente, trasporti,
cooperazione decentrata, nuove tecnologie dell'informazione.
Ogni regione ha assunto la responsabilità di uno di
questi temi occupandosi di svilupparne l'analisi e stimolare
l'intervento degli altri partners.
A
conclusione del progetto (Marsiglia,4-5 Ottobre 2000), è
stata adottata una Dichiarazione Comune ed uno Schema di Azione
Interregionale su temi di analisi prescelti. Sono stati, inoltre,
identificati progetti interregionali da candidare con gli
strumenti comunitari INTERREG III B e MEDA.
L'IPALMO
ha provveduto a sostenere le azioni della Regione Lazio che
si è occupata, in particolar modo, del settore del
turismo. L'Istituto ha presentato una serie di documenti che
hanno evidenziato i nuovi approcci adottati nel settore ed
hanno suggerito alcune linee programmatiche, con attenzione
sia al perseguimento di risultati economicamente apprezzabili,
tenendo conto anche della qualità dell'offerta, della
tutela ambientale e della valorizzazione culturale.
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Annali
del Mediterraneo
L'Ipalmo
ha realizzato, sulla base di un progetto approvato dalla Commissione
europea, la ricerca "Annali del Mediterraneo". Si
tratta di un'analisi della struttura di protezione sociale,
dei sistemi formativi e dei flussi migratori di cinque paesi
della sponda sud del Mediterraneo (Tunisia, Marocco, Egitto,
Libano, Turchia).
Alla
ricerca ha partecipato un gruppo di esperti di Università
e Istituti di ricerca di paesi appartenenti alle due rive
del Mediterraneo, che hanno svolto un ruolo di riferimento
per la loro realtà locale raccogliendo le informazioni
necessarie all'elaborazione dei rapporti nazionali e all'interpretazione
dei dati. Temi chiave della ricerca sono stati: i giovani
e la disoccupazione, la sanità, l'associazionismo,
le strutture culturali, l'immigrazione, le rimesse degli immigrati
e la loro funzione sociale, il ruolo delle donne e le politiche
economiche di riferimento.
Nel
quadro del dibattito in corso, attualmente in Europa, l'Ipalmo
ritiene, infatti, essenziale capire il funzionamento reale
dello stato sociale nei diversi paesi del Mediterraneo e favorire,
attraverso un confronto comune, il dialogo tra le due sponde.
La ricerca si è conclusa con un colloquio svoltosi
a Tunisi il 28-29 giugno 2000 avente per oggetto il ruolo
delle Pmi (Piccole e medie imprese) nel Bacino del Mediterraneo.
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Diritti
umani
In
occasione del Convegno: "La sfida dei diritti umani
alle soglie del millennio", patrocinato dal Ministero
degli Affari Esteri e organizzato dall'Ipalmo e dal Comitato
per il 50° Anniversario della Dichiarazione Universale
dei Diritti dell'Uomo (Milano, 20 dicembre 1999), è
stata presentata una ricerca sui diritti umani. Una tematica
di grande attualità, che costituisce una delle principali
problematiche della Comunità Internazionale nei prossimi
anni. L'Istituto, con il suo studio, ha tentato di ripercorrere
l'evoluzione politico-giuridica dei diritti umani e le sue
ripercussioni sulla società, soprattutto nelle zone
di crisi. Il dossier affronta, inoltre, le modalità
esistenti di protezione dei diritti umani e le priorità
per il nuovo millennio.
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Studio
di fattibilità sull'integrazione della componente socio-economia
della vulnerabilità al sistema AP3A
Lo
studio della vulnerabilità alimentare delle regioni
geografiche dei paesi più poveri rappresenta uno degli
strumenti analitici più comuni per la valutazione delle
necessità alimentari da parte delle organizzazioni
internazionali (FAO e WFP in primis). Gli sforzi per elaborare
una metodologia comune e standardizzata non sono stati finora
coronati da successo. Le divergenze riguardano, innanzitutto,
una definizione univoca del fenomeno.
La
comparazione delle differenti definizioni consente di individuare
due determinanti fondamentali della vulnerabilità:
la probabilità che un rischio esterno di diversa natura
si verifichi concretamente; la capacità umana di affrontare
e superare tale evento negativo. A divergere sono l'importanza
relativa, il rapporto di correlazione assegnato ai suddetti
elementi, la selezione dei parametri da misurare e monitorare
per cogliere la dimensione più appropriata del rischio,
l'impiego degli strumenti statistici idonei
Nonostante
la metodologia elaborata non sia ancora completamente perfezionata,
UNDP e Banca Mondiale si riferiscono all'analisi della vulnerabilità
nel teorizzare un nuovo approccio legato al concetto di sustainable
livelihoods. Obiettivo di questa tipologia è una comprensione
più completa e trasversale delle implicazioni e delle
caratteristiche di fenomeni multidimensionali e complessi
quali sviluppo e povertà.
L'Ipalmo
ha realizzato uno studio di fattibilità sull'integrazione
nell'analisi delle componenti socioeconomiche e politiche
del fenomeno al sistema AP3A (Alerte Précoce et Prévisiones
des Productions Agricoles). Si tratta di un programma di valutazione
della vulnerabilità strutturale produttiva e di allerta
precoce per quattro paesi della regione saheliana, Burkina
Faso, Mali, Niger e Senegal, finanziato dalla Cooperazione
Italiana e dall'Organizzazione Mondiale per la Meteorologia.
L'elaborazione
di una metodologia comune e di strumenti analitici ed operativi
rappresenta un filone di ricerca ancora aperto, che pone l'IPALMO
all'avanguardia, anche rispetto alle stesse esigenze delle
organizzazioni internazionali politiche e finanziarie.
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